In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».
Commento
Spirito che intercedi per me con insistenza, insegnami a stare nella preghiera che si fa relazione e incontro.
Essere pronti è una dimensione molto viva nel nostro tempo. Sembra che tutti ci vogliano sempre pronti, sempre sul pezzo. E’ sicuramente stimolante cercare di essere pronti per affrontare le diverse situazioni o ciò che ci si aspetta da noi nelle relazioni che viviamo, ma non sempre nella nostra cultura l’essere pronti prevede anche l’integrazione della nostra fragilità e sensibilità umana. Allora mi chiedo cosa intenda dire Gesù con l’essere trovati pronti. Forse la risposta sta nel servo beato, un servo che si mette a servizio. Il Vangelo ci dice che è a capo della servitù per distribuire la razione di cibo. Sinceramente mi aspettavo un compito un po’ più all’altezza di un capo, che amministrasse denaro o proprietà. Invece a lui è affidata la servitù da servire. Se la nostra cultura si aspetta che siamo sempre sul pezzo, la logica del Vangelo è altra. Gesù ci dice che una vita pienamente umana e quindi divina, è la vita che si mette a servizio dell’altro nelle piccole e semplici cose. L’essere pronti nel Vangelo coincide con il mettersi a servizio, con il prendersi cura. Il prendersi cura sembra proprio essere lo stile di vita di questo servo beato: il padrone ritorna e lo trova ad agire così. Servire è la sua perseverante postura. Confrontandomi con questo servo beato mi chiedo: quale atteggiamento o scelta mi aiuta oggi ad essere pronta all’incontro con il Signore Gesù?
In questa giornata provo a mettere in pratica l’atteggiamento o scelta che ho individuato.