In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Commento
Spirito Santo rendimi docile e fa che veda con lo sguardo del cuore.
Gesù, attraverso la parabola di oggi, ci dona due insegnamenti. Primo: avere una giusta consapevolezza della realtà di noi stessi. Degli strumenti utili sono il dialogo continuo con Colui che ci ama e l’esame di coscienza. Essi ci aiutano a riconoscere e a lavorare sui nostri difetti, che sono le “travi” nei nostri occhi. Il secondo insegnamento consiste nel non giudicare il prossimo, dunque a non sentirci migliori. Come Egli ci mostra con la sua vita, è importante andare incontro all’altro, accogliendolo da fratello. Non siamo chiamati ad essere guida dell’altro, bensì a testimoniare con la nostra vita l’amore di Gesù. Siamo tutti compagni in cammino verso il Vero e Unico Maestro: il Signore. Egli ci invita a sostenerci vicendevolmente. Per contrastare l’atteggiamento che naturalmente ci viene di guardare prima ai difetti dell’altro piuttosto che ai nostri, è importante coltivare l’umiltà.
Oggi prego il Signore perché mi aiuti a guardarmi dentro senza paura e a coltivare l’empatia verso il prossimo.