I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».
Commento
Dio si fa veramente uomo. Non solo nasce come bambino ed ha bisogno come ognuno di noi del babbo e della mamma, ma si trova anche lui ad affrontare difficoltà e fatiche, fin dall'inizio della sua vita. E così è anche costretto a scappare in un'altra terra per fuggire da chi vuole ucciderlo, come accade anche oggi a tanti nostri fratelli. Scappa perché Erode, per paura che questa presenza scombussoli la sua vita, vuole eliminarlo. Ed io? Accolgo questa presenza di speranza e di amore oppure, per paura che cambi i miei piani, mi chiudo in me stessa? Lascio che la Sua parola mi sfidi o seguo solo i miei pensieri?
Oggi, Signore, ti chiedo di aprire la mia mente e il mio cuore perché possa riconoscere come mi vieni incontro nelle cose semplici della giornata e perché sappia accoglierti.