In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Commento
Spirito santo, donami di vivere tutta la grandezza della mia vocazione battesimale!
In questo passo del vangelo Gesù ci dice qual è il compito dei discepoli, cioè il nostro, nel mondo: essere sale della terra e luce del mondo. È importante porre attenzione a un particolare: non dice siate ma siete. Vale a dire, non è un qualcosa che ci dobbiamo sforzare di raggiungere, ma è una caratteristica nostra. Per il fatto stesso di essere suoi discepoli, di appartenergli, siamo questo. E l'appartenenza a lui ha un punto di origine: il nostro battesimo. Allora si tratta di riscoprirlo, di gustarne fino in fondo tutto il valore e tutta la bellezza. Mi chiedo: cosa significa per me oggi vivere il battesimo? Cosa significa per me oggi essere sale e luce? Il Signore ci da un grande compito, ci dice di non nasconderci e di portare quel sapore e quella luce che abbiamo trovato in Lui a tutti fratelli uomini, in tutti i contesti in cui siamo, la famiglia, il lavoro, la società. E ciò non siamo tanto chiamati a farlo con le nostre parole, ma con le nostre opere, cioè con la nostra vita quotidiana, che tante volte sentiamo così grigia e pesante, e che invece è proprio il luogo principale della nostra missione e santificazione.
Oggi desidero essere questa luce per i fratelli uomini che incontrerò delle situazioni in cui sono chiamato a vivere.