In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Commento
Spirito di Dio aiutami a comprendere il comandamento che ci hai lasciato: “ama il prossimo tuo come te stesso”.
Leggendo il brano di oggi, mi ha incuriosito la parola «ascoltare», ripetuta ben quattro volte. Approfondendone il significato, ho scoperto che, in questo contesto, non indica semplicemente il percepire un suono, ma assume un senso molto più profondo: «ascoltare» significa accogliere ciò che viene detto, farlo proprio, riconoscerne la verità e lasciarsene interpellare. Oggi, invece, questa sembra essere una pratica sempre più rara. Nei rapporti con gli altri spesso prevale la logica della prevaricazione: non si ascolta davvero, perché si è impazienti di affermare il proprio punto di vista, convinti di avere ragione. E ciò accade anche nel rapporto con Dio. Quando è Lui a parlarci, quante volte non lo ascoltiamo! Siamo talmente concentrati su noi stessi che il nostro cuore fatica ad accogliere ciò che Dio desidera dirci. Da qui nascono anche espressioni come: «Dio non mi ascolta», oppure «Non mi parla, quindi non esiste». Molti uomini sapienti, come sant'Agostino, fino a tanti maestri spirituali, hanno ricordato che il vero dialogo nasce dall'ascolto prima ancora che dalla parola. Ascoltare significa rispettare: rispettare il prossimo e, ancor più, Dio, riconoscendone l'autorità e lasciandosi guidare verso una vera correzione di vita, cioè verso la conversione. Gesù afferma: «Se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà». Dio, dunque, ascolta le richieste degli uomini, così piccoli davanti alla sua immensità, eppure preziosi ai suoi occhi. Egli ci ascolta perché ci ama. Per questo si può dire che ascoltare è, in qualche modo, una forma di amore. Il vero ascolto di Dio consiste nell'accogliere la sua Parola e nel lasciarsi trasformare da essa. Mi sono mai chiesto se anche la mia salvezza, la comunione con Dio, passa attraverso l'ascolto?
Da oggi, nella preghiera universale, non dirò solo “ascoltaci Signore”, ma aggiungerò “donami anche la grazia di ascoltarti”.