In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
«In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
Commento
Spirito Santo, donami un cuore di bambino!
Gesù, in questo passo del Vangelo, richiama la nostra attenzione sui bambini, dicendoci che se vogliamo entrare nel regno dei cieli dobbiamo essere come loro. Possiamo chiederci: a quali caratteristiche dei bambini Gesù vuole farci guardare? Cosa possiamo imparare dai bambini anche da grandi? Forse l'aspetto che dovremmo recuperare è l'apertura alla realtà, tipica dei bambini, che hanno gli occhi sgranati davanti alle cose. E poi l'abbandono fiducioso che i bambini hanno naturalmente verso il papà e la mamma, a cui chiedono, domandano, e da cui si aspettano il bene. Certo, da adulti non possiamo più vivere quell'abbandono fiducioso e incondizionato verso il papà e la mamma. Ma Gesù è venuto a insegnarci che abbiamo un Padre nei cieli, a cui possiamo chiedere tutto e che ci viene incontro ogni giorno. Gesù ci dice anche un'altra cosa: il Padre non vuole che nessuno si perda e se qualcuno si smarrisce, lo va a cercare. Che grande consolazione! Anche noi, come i bambini, siamo sicuri che i nostri sbagli non sono l'ultima parola, perché il Padre continua a volerci bene, e a cercarci, e a fare il tifo per noi?
Oggi desidero fare memoria del fatto che non sono orfano, ma ho un Padre nei cieli che mi vuole bene.