La Gioia del Vangelo

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venerdì 11 novembre 2022

San Martino di Tours, vescovo

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Dal Vangelo di Luca 17,26-37
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».
Commento
"Mangiavano, bevevano, si ammogliavano e maritavano fino al giorno che Noè entrò nell'arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti”. Questo brano di Vangelo sembra voler evidenziare il senso che alle volte non diamo alla vita nelle azioni quotidiane. A volte ci capita di vivere come se il fine ultimo fosse quello terreno. Nulla che vada oltre. Non a caso, viene introdotto il tema della morte (“li fece perire tutti”) che ci riporta necessariamente all'urgenza di scegliere e vivere in funzione della meta. Le priorità di fronte alla morte cambiano completamente. Tempo fa, stavo leggendo un articolo in cui un'infermiera australiana rivelava i rimpianti che i malati terminali le confidavano nel loro fine vita. Ne menzionava cinque in particolare: “avrei voluto avere il coraggio di vivere davvero a pieno la mia vita, lavorare di meno e dare più spazio alla mia famiglia, avere il coraggio di esprimere i miei sentimenti, sarei voluto rimanere in contatto con gli amici, avrei voluto essere più felice”.
Riflettere sul punto di vista di chi non ha più tempo, mi ricorda quanto questo sia un dono, affatto scontato. Nessuno di noi può dire con certezza quanto tempo gli rimane. Allora forse l'invito di Gesù è quello di aiutarci a fare memoria e prendere coscienza della direzione in cui andiamo, per non sprecare la vita.

Oggi voglio chiedermi: le azioni che svolgo ogni giorno hanno una prospettiva o sono fini a se stesse? In che direzione oriento i piccoli passi possibili di ogni giorno?
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