La Gioia del Vangelo

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sabato 03 dicembre 2022

San Francesco Saverio, presbitero

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Dal Vangelo di Matteo 9,35 - 10,1.6-8
In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d'Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Commento
Gesù prova compassione per le folle stanche e sfinite. Si fa portatore di un sentimento di Dio verso i nostri confronti e lo rende così chiaro che non posso che interrogarmi su questo. Sono abituata a pensare alla compassione come qualcosa che posso provare verso altre persone; ad esempio provo compassione verso un mio amico che sta soffrendo, oppure verso una condizione di disagio che sta provando una popolazione lontana da me. Agisco ponendo la condizione di debolezza sempre distante, come se appartenesse agli altri… Per questo mi trovo a pensare: ho compassione di me stessa? Mi capita di farmi vicina e prendere in mano le mie debolezze? Penso che sia una cosa di cui tenere conto perché riuscire a prendere consapevolezza delle mie fragilità mi permette di fare un cammino per accettarle e poi poterle offrire all’altro. Le mie giornate sono piene di impegni più o meno rilevanti che spesso mi tengono anestetizzata e non mi è così chiaro che cosa prova il mio cuore e i pesi che porta. Fortunatamente ci sono alcuni eventi inaspettati che permettono anche a questi sentimenti di compassione e tenerezza di riaffiorare e di dare il loro frutto concretamente nella mia vita perché faccio pace con le mie fragilità.

Ti ringrazio Signore perché ci hai creati liberi e ci rendi protagonisti della nostra vita. Aiutami col tuo Spirito affinchè le mie fragilità non diventino una zavorra da portarmi dietro ma un movimento che mi permetta di aprirmi alle relazione vera come Tu mi insegni.
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