In questo brano di Vangelo mi colpisce che Gesù parli di verità . Credo sia una parola che oggi ha perso di significato: chi parla più di verità come se si trattasse di un qualcosa di unico e universale? La verità oggi è considerata relativa e soggettiva. Gesù mi dice invece che una verità unica, indiscutibile c'è ed è Lui! La perplessità di Pilato è anche la mia, così come di qualsiasi uomo che guarda Gesù con gli occhi del mondo: come può un uomo come Lui (catturato, insultato, torturato) professarsi re e parlare di verità quando l'evidenza stessa pare smentirlo? Gesù ci suggerisce la risposta e tenta di darci una visione più ampia: il regno di cui parla e di cui è Re va ben oltre quello che possiamo immaginare noi come uomini. È il regno dell'Amore: quell'Amore così grande che ci spinge ad amare chi ci sta accanto sempre, anche nella sofferenza e nel sacrificio. Ogni volta che rifletto su questo sento davvero che in quell'amore testimoniato da Gesù c'è la risposta a tutto: ci sono la bellezza, la pace e quella Verità di cui il mio cuore ha sete. Sono consapevole che Dio ogni giorno mi chiede di vincere la Menzogna scegliendo Lui come verità della mia storia?
Oggi resto dieci minuti in silenzio chiedendo a Gesù la grazia di insegnarmi ad amare e affido a Lui una persona che mi ha fatto soffrire.