In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
Commento
Spirito Santo apri il mio cuore perché possa vedere e sentire il Signore nella mia vita.
Bartimeo è un uomo costretto a chiedere, è un mendicante, e non può fare altro che chiedere. Sente la voce di Gesù, diversa dal mormorio della folla, che diventa per lui un punto di riferimento a tal punto da permettergli di correre, mentre è ancora cieco, senza alcun sostegno. Sente quella voce e incontra il Signore. Così accade per chiunque ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica. L'ascolto della Parola di Dio non conduce verso il vuoto, ma all'incontro personale con il Signore. E il cieco lo vede… anzi, meglio, lo sente. Come dire che non servono gli occhi per cogliere la presenza di Gesù. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, direbbe il Piccolo Principe. E possiamo sentirlo se abbiamo un cuore sincronizzato con Lui. E il Signore ascolta il nostro bisogno. È bello pensare che la nostra preghiera è sempre ascoltata e per questo deve essere ostinata. Non è una preghiera composta, misurata, a bassa voce. È la preghiera urlata, di chi sta annaspando, di chi sente la possibilità di un cambiamento che davvero può capovolgere la vita. E prima o poi Gesù trova il modo di farsi presente, di chiamarci. Ce ne accorgiamo perché sentiamo una sensazione di liberazione, riusciamo a toglierci di dosso il mantello delle nostre paranoie e preoccupazioni e torniamo a stare in piedi davanti a ciò che stiamo vivendo.
Oggi Signore voglio ritagliarmi del tempo per stare in preghiera alla tua presenza, magari se riesco passando in chiesa e soffermandomi davanti al tabernacolo, certa che non sono le tante parole che contano, ma mettere il mio cuore accanto al tuo.