La Gioia del Vangelo

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giovedì 9 luglio 2026

Giovedì XIV settimana Tempo Ordinario

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Vangelo di Matteo 10,7-15
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sodoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».
Commento
Spirito Santo, educami a ringraziare!

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.”
Bella questa espressione! Mi dà l'idea dell'atteggiamento di un cuore lieto, riconoscente, consapevole di aver ricevuto tutto in dono e quindi gratuitamente aperto a donare.
In effetti tutto c'è stato dato in dono, la vita, gli affetti, la salute e più di tutto la fede, questo dono che qualifica la vita e che rende speciale ogni cosa. Perché se c'è la salute, ma non la fede, potrebbe essere facile perdere la prima banalmente o pensare che la salute sia la cosa più importante. Se abbiamo gli affetti, ma non la fede, potremmo rischiare di approfittarne non imparando l'amore come dono gratuito. Gratuitamente nell'anima c'è stata instillata questa scintilla divina che da occhi capaci di riconoscere tutto come dono.
Ed è così per forza perché se no i conti non tornano, sentendo Suada dire che non riuscirà a ricompensare l’amore che sua figlia con la sindrome di down le da, l'unica capace di calmarla e rasserenarla, o quando Lea ringrazia Dio per l'Alzheimer della mamma che le ha permesso di accudirla e di sanare il loro rapporto.
Un po' folle tutto questo forse, ma è proprio la croce stoltezza per gli uomini che è potenza di Dio! È la capacità di abbandonarsi alla Sua volontà che plasma il cuore a ringraziare anche nella fatica, e non serve procurarsi oro o argento per acquisirla, perché è la disposizione a spogliarsi di tutte le sicurezze che ci prepara a tutto questo.
E io ho fatto pace con me stessa e con Dio per la vita così com'è? So ringraziare donando ciò che ho ricevuto? Sento quella pace che mi fa stare serena nonostante i rifiuti?

Oggi ringrazio per tutto, anche per ciò che non è secondo la mia volontà.
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