In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Commento
Spirito del Dio Vivente, fammi conoscere quell’immensa Tua trama d’amore che avvolge tutti in un unico disegno d’Amore.
Ogni opera creata da noi (un racconto, una poesia, un’opera musicale) possiede una trama, un filo che lega insieme gli eventi, le emozioni, i personaggi e che dà senso all’insieme. La trama non è sempre evidente a chi guarda dall’esterno, ma chi compone un’opera sa che nulla è casuale: tutto contribuisce all’armonia finale. Così è – o dovrebbe essere – la nostra vita di fede. Ognuno di noi, spesso senza accorgercene, tesse con Gesù i fili del tempo e dell’eternità. Il discorso della Montagna traccia l’orizzonte attraverso il quale possiamo intravedere l’armonia finale della trama della nostra vita. È come se, in quelle parole, ci fosse consegnata la chiave di lettura dell’intero disegno: ciò che oggi appare frammento, un giorno rivelerà il suo senso pieno. Dentro questo orizzonte si colloca anche la mia storia personale. Il Vangelo delle Beatitudini è stato il primo che ho proclamato come diacono, ormai vent’anni fa. Allora non potevo immaginare quanto quella pagina avrebbe intrecciato il mio cammino, il ministero, le cadute e le speranze. Oggi riconosco che il tempo è passato davvero, ma non invano: la trama è diventata meno idealizzata e più vera. Un piccolo passo per capire l’armonia di tutta la mia storia.
Oggi mi impegno a riconoscere la trama di Dio in un gesto preciso: accoglierò una situazione o una persona facendo del mio tempo un dono. Vorrebbe essere un semplice filo della trama per comprendere e comprendersi nel disegno finale.
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