In quel tempo, Maria disse:
«L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno
beata.
Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Commento
Spirito Santo, vieni in me con la Tua forza rigenerativa.
Mi pare importante ricordare il contesto del Vangelo di oggi. Maria ha fatto visita ad Elisabetta, la cugina. Queste due donne sono presentate come l’icona di tutta la storia dell’umanità che è desiderio e attesa, rappresentata da Elisabetta che attende felicità, vita, futuro e da Maria che porta in sé il compimento di questo desiderio. Proprio da questo incontro sgorga il canto del Magnificat: un inno di lode e di esultanza per le grandi cose che il Signore ha compiuto in lei”. Maria canta la speranza e la riaccende in noi. A primeggiare non sono più il potere, il successo e il denaro, ma il servizio, l’umiltà e l’amore, quell’Amore infinitamente grande che si fa infinitamente piccolo nel Mistero dell’Incarnazione. E’ il canto di Maria, è il canto della Chiesa, è il canto dell’umanità e oggi deve diventare anche il mio, il nostro canto. Siamo chiamati a rendere lode delle meraviglie compiute in Maria, ma anche quelle compiute nella nostra vita e nella nostra storia. Graziati dalla Vita Divina sin dal nostro Battesimo, lo Spirito viene incontro anche a noi, come ha fatto con Maria. Avendo ricevuto tutto in dono, diciamo grazie a Dio e ci mettiamo a servizio con gioia, con umiltà. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente. Oggi, adesso, anche noi, dal cuore e di cuore, diciamo al Signore: ti riconosco come l’Onnipotente della mia vita. Grandi cose continui ad operare nei fratelli che mi vivono accanto ma anche in me; ti consegno la mia fragilità, il mio limite, il mio egoismo perché tu possa abitare la mia vita e così trasformare il mio pensare e il mio agire. Voglio davvero consegnare a Dio tutto quello che sono? Lascio spazio nel cuore perché Lui e solo Lui compia le Sue meraviglie?
Oggi mi inginocchio, chiudo gli occhi e scendo dentro, nel cuore e dico al Signore: “ti lodo e ti magnifico perché tutto è dono Tuo: eccomi”.
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