La delicatezza e allo stesso tempo la forza di questa pagina di Vangelo mi stupiscono ogni volta. Si inizia con l’attenzione che Gesù ha per le persone che sono andate ad ascoltarlo per poi passare a Gesù stesso che ascolta. La potenza dell’intercessione è evidente in queste righe e mi chiedo se anche il mio parlare narra davvero di Gesù ed è capace di portare le persone a me care davanti a Lui. L’insistenza degli anziani verso Gesù fa trasparire quanto questo centurione sia amato dal popolo e le opere di bene che ha fatto per loro. Anche qui mi sento interpellata: riguardo alle mie azioni, all’amore che ci metto o non metto e all’attenzione verso l’altro che mi viene chiesta ogni giorno. In questo il centurione mi è maestro. Ma ancora di più mi colpisce l’umiltà con la quale egli si rivolge al Maestro, chiedendo solo una parola d’amore per salvare il suo amato servo. La fede di quest’uomo è evidente e trasuda nella sua vita; mi chiedo se anche la mia testimonianza ha un briciolo della fede che lui possiede. La capacità di affidamento del centurione mi ricorda che la mia fedeltà a volte viene meno, ma allo stesso tempo sollecita il mio affidarmi.Â
Non posso non chiedermi come sia il mio parlare...
Oggi accendo una candela pensando ad una persona che voglio affidare al Signore.