La Gioia del Vangelo

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lunedì 16 ottobre 2023

Lunedì della XXVIII settimana del tempo ordinario

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Dal Vangelo di Luca 11,29-32
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Commento
Gesù nel parlare al suo popolo chiede di aprire gli occhi del cuore così come i Niniviti hanno fatto con Giona e come la Regina del Mezzogiorno nei confronti di Salomone. I grandi profeti hanno convertito e salvato anime con i loro avvertimenti e la loro predicazione. Ma Gesù non si capacita di fronte alla durezza dei cuori e chiama quella generazione malvagia, ricordando che Lui è più di Giona, più di Salomone. Lui incarna i messaggi dei profeti, Lui è Via, Verità e Vita. Eppure la sua generazione lo cerca per ottenere segni, quasi fosse un mago, un fattucchiere che asseconda le volontà dei suoi paganti. Anche oggi perdiamo di vista questo messaggio, confondiamo le richieste che facciamo a Gesù con quello che desideriamo ottenere e non vediamo cosa possiamo diventare al suo seguito: operatori di pace, uomini di buona volontà, beati perché poveri in spirito. Ci ha chiesto di diventare testimoni e portare con noi lo stretto necessario. Spesso mi capita di accumulare nelle giornate elenchi di richieste materiali o spirituali che appesantiscono il mio cuore e il mio passo verso i fratelli. La leggerezza che ricevo viene nell'accettare i limiti di chi mi sta accanto, la gioia che ricevo nel vedere alcuni sorrisi seppur nella sofferenza mi fanno sentire alla presenza di Gesù, senza dover aspettare un grande segno o una grande guarigione. 

Oggi ringrazio il Signore Gesù dicendo: "Gesù ti ringrazio per essere Via, Verità e Vita".
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