In quel tempo, Gesù disse poi al capo dei farisei che l’aveva invitato:
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Commento
Oggi il Signore invita noi, poveri di spirito e zoppicanti nella fede, al suo banchetto eterno. Tra i tanti gesti di Carità, Gesù prende come esempio un banchetto per svelarci come accedere alla comunione dei beati. Bisogna compiere gesti d'amore gratuito. Queste nostre azioni non sono sprecate, ma si conservano eternamente nella memoria di Dio. Infatti, Dio è amore e, quando noi facciamo opere di carità, siamo uniti a Lui. Questo brano di Vangelo parla anche di Dio come sorgente di ogni bene. Come una cascata, l'elemosina passa da chi è più in alto nella scala del benessere a chi è più in basso ed è nel bisogno. Come Dio ci dona tutto ciò che abbiamo, così noi dobbiamo dare al prossimo tutto ciò di cui necessita. È una cascata che mi ricorda i quattro fiumi del Paradiso che sgorgano dalla cima, si diramano in quattro direzioni, e portano acqua a tutto il giardino. Vediamo che l'Amore di Dio fluisce dalle nostre azioni quotidiane?