In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Commento
Spirito Santo, donami la grazia di avere un cuore pieno di sentimenti buoni da donare.
Gesù è invitato a pranzo da un fariseo, probabilmente quest’ultimo è rimasto affascinato dalle parole di Gesù tanto da invitarlo a mangiare a casa sua. È bello vedere come Gesù utilizza la quotidianità di ognuno di noi per portare i suoi insegnamenti, anche nelle diversità delle persone. Il fariseo si meraviglia, non positivamente, del fatto che Gesù non faccia le purificazioni previste dalla tradizione. Ed ecco che Gesù impartisce una lezione. Quante volte guardiamo alla forma esteriore dei comportamenti nelle persone e non guardiamo nei loro cuori. E quante ancor più volte diamo importanza a quello che gli altri vedono di noi e non ci guardiamo dentro, dove magari regnano sentimenti di risentimento, invidia, gelosia, cattiveria. Ma il nostro corpo, Tempio dello Spirito Santo, non può coltivare cattivi sentimenti. Immaginiamo il nostro cuore come un giardino, estirpiamo tutte le erbacce cioè i cattivi sentimenti che lo abitano, coltiviamo i fiori più belli che sono i buoni sentimenti e facciamone dono a chi, vicino a noi, ha bisogno di una parola di conforto, di un aiuto materiale, di una preghiera. Non è forse vero che quando iniziamo seriamente ad amare, allora iniziamo davvero a ripulirci e a guarire?
Oggi provo ad estirpare dal mio cuore tutti i cattivi sentimenti e dono una buona parola a chi, nel silenzio, ha bisogno di aiuto.