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Vangelo del giorno · mercoledì 9 marzo 2022

Mercoledì della I settimana di Quaresima

Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32

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Il Vangelo

In quel tempo, mentre le folle si ac­cal­ca­vano, Gesù co­min­ciò a dire: «Questa ge­ne­ra­zione è una ge­ne­ra­zione mal­va­gia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa ge­ne­ra­zione. Nel giorno del giu­di­zio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa ge­ne­ra­zione e li con­dan­nerà, perché ella venne dagli estremi con­fini della terra per ascol­tare la sa­pienza di Sa­lo­mone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Sa­lo­mone. Nel giorno del giu­di­zio, gli abi­tanti di Nìnive si al­ze­ranno contro questa ge­ne­ra­zione e la con­dan­ne­ranno, perché essi alla pre­di­ca­zione di Giona si con­ver­ti­rono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Fonte: CEI

Commento

Orfana di padre a tre anni, ho sempre pen­sato che non fosse ne­ces­sa­rio un segno per cre­dere in Dio, io cre­devo a pre­scin­dere perché ero con­vinta che mio padre fosse con me e non al ci­mi­tero dove set­ti­ma­nal­mente andavo con mia mamma. Non mi sba­gliavo. Con gli anni la fede mi ha pro­prio sal­vato, senza segni ma grazie alle per­sone che ho visto ar­ri­vare sul mio cam­mino: le Suore della scuola pri­ma­ria pa­ri­ta­ria, il don del mio paese che mi ha pro­po­sto di ini­ziare a fare la ca­te­chi­sta e l’ani­ma­trice al CRE, le ami­ci­zie belle co­struite negli anni, il mio padre spi­ri­tuale, il Gruppo Sa­muele, la mia fa­mi­glia, mio marito e ora i miei figli e tutte le per­sone belle che mi cir­con­dano. In un anno par­ti­co­lar­mente dif­fi­cile decisi di andare in va­canza con la mia amica in un pel­le­gri­nag­gio: dif­fi­ci­lis­simo per me che non cer­cavo segni. Mi sono sve­gliata all’alba per re­carmi ai luoghi delle ap­pa­ri­zioni e anche lì mi sono tro­vata im­mersa in una realtà per me estra­nea: non ha detto forse Gesù che è suf­fi­ciente pre­gare nel si­len­zio della pro­pria camera? mi chie­devo. Certo, devo dire che ho in­con­trato per­sone con tanta sof­fe­renza nel cuore e loro forse ave­vano bi­so­gno di un segno per en­trare dentro al Mi­stero. Così ora che sono mamma in­se­gno ai miei figli la fede, perché è un dono grande e spero che tra­smet­ten­dola loro dalla più tenera età possa so­ste­nerli, in­co­rag­giarli e aprire i loro occhi alla bel­lezza di questo mondo.

Oggi de­si­dero par­lare ai miei figli di Gesù e del Suo mes­sag­gio di gioia piena! 

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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