In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Commento
Spirito Santo, apri il mio cuore affinché possa cogliere l’essenziale della vita.
L’espressione che mi colpisce da subito in questo testo è che Gesù non mi invita a andare da Lui, ma a rimanere in Lui. Come se già fossi con Lui. Del resto è proprio così. In virtù del Battesimo, della Cresima sono già con Gesù. Mi sta ricordando che è Lui che mi sostiene, che ,mi dà forza. Mi colpisce poi come l’immagine della vite scelta dal Signore sia un elemento di sostentamento, da parte di Dio, nei miei confronti, ma anche come un segno di protezione, di cura verso di me. C’è anche da dire che con questa metafora Gesù mi dice in modo chiaro che rapporto vuole avere con me: non desidera tenermi incatenato. La vite è un albero che lascia liberi i tralci di muoversi, non li tiene rigidi in una struttura. Così Gesù mi ricorda che anche io sono libero, ma devo tenere presente che la mia vita non può prescindere dal Suo sostentamento. E questo in cosa consiste? Non si stratta di un nutrimento fisico, Gesù stesso ha ricordato nella prima domenica di quaresima che l’uomo non vive di solo pane. È un nutrimento spirituale, quello di cui sovente mi dimentico di aver bisogno. Sono convinto che anche la mia anima ha bisogno di nutrirsi della Parola di Dio?
Oggi nel benedire un mio pasto ringrazio il Signore per avermelo donato, ma soprattutto per avermi donato la Sua Parola che quotidianamente mi nutre.
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