In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.
Commento
Spirito Santo, apri il mio cuore, il mio animo e la mia mente; liberali dalle cose vane affinchè ci sia spazio per la tua parola.
Il brano sottolinea e contrappone l'innocenza che caratterizza l'animo dei bambini alla rudezza dell'uomo, condensata nei solerti apostoli che non vogliono che Gesù venga importunato. La realtà del mondo non è però rappresentata dall'innocenza. L'uomo non è innocente...quindi gli è preclusa la salvezza? il Regno dei Cieli? Contrariamente alle tesi gianseniste che limitano la via del Cielo a pochi eletti, tutta la storia della Salvezza è invece pervasa da episodi di comprensione, di perdono, di un dono disinteressato che Dio fa all'uomo. Dio è consapevole che la vita della sua creatura è difficile, che le distrazioni a cui gli esseri umani sono sottoposti, sono talvolta insuperabili; ma Lui non permette che ci accada nulla senza che prima ci abbia dato gli strumenti per potere affrontare le avversità. "Lasciate che i bambini vengano a me" non è un'esortazione che esclude l'adulto: con queste parole, Gesù intende "i piccoli" e l'uomo, benchè si creda onnipotente, è invece piccolo. Ciò che è chiaro è che il perdono, l'incontro con Gesù, è aperto a tutti. "Lasciate che vengano a me": sono queste le parole in cui troviamo la potenza di Dio. Gli apostoli non hanno ancora capito che Gesù non è una loro esclusiva, non è una star da proteggere, Gesù è l'emblema dell'umiltà venuto per tutti. Riesco a comprendere che la grandezza di Gesù si esprime nella debolezza e nell'umiltà di un dono continuo?
Signore, aiutami oggi a vedere nelle persone deboli che incontro, l'umiltà che ci hai insegnato e di cui ti sei vestito.