In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
Commento
Nell’epoca storica in cui Gesù è vissuto i legami di sangue avevano un’importanza assoluta nel definire l’identità di una persona, i propri legami familiari, il proprio passato, le appartenenze definivano chi eri. Le parole di Gesù introducono una verità più grande, c’è un assoluto maggiore che supera la nostra storia familiare: il rapporto con Dio e la Sua parola di liberazione. Il cuore di chi siamo è il nostro essere figli amati dal Padre, senza se e senza ma. Anche oggi abbiamo bisogno di questo annuncio di liberazione. Quante volte infatti agiamo prigionieri delle ferite del nostro passato? Il rapporto con i genitori che non ci hanno dato l’attenzione di cui avevamo bisogno, la paura di sbagliare che nasce dalle delusioni delle nostre storie d’amore... e l’elenco potrebbe continuare. Le parole di Gesù però ci richiamano: vuoi essere beato? Seguimi e metti in pratica la mia parola, cioè scopriti mio Figlio. Non avere paura della liberazione che nasce dal donarsi e dal servire, perché la mia vita eterna è anche la tua.
Vieni Santo Spirito, plasma il nostro cuore, liberaci dalle nostre paure, illumina le nostre ferite e rendici portatori di luce per i nostri fratelli e le nostre sorelle.