In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».
Commento
Quante volte di fronte al male che sembra spadroneggiare sul mondo ci poniamo la domanda se non sia il segno di una punizione divina, quasi determinasse il sopraggiungere della fine di tutto con il ritorno glorioso di Dio. Queste domande sono state poste anche a Gesù fin dai tempi del suo passaggio terreno. È spiazzante la Sua risposta. Infatti sposta l’attenzione dai segni esterni a noi, ci dice: "stati attenti a voi stessi". Quasi ci esortasse a non cercare vanamente segni apocalittici, visioni o premonizioni, quanto piuttosto a essere vigilanti, a farci trovare pronti, fiduciosi. Cosa vuol dire tenere un cuore attento? Vuol dire non averlo appesantito da indifferenza, da evasioni, da preoccupazioni. Questo monito di Gesù mi richiama un’altra Sua esortazione: "Non abbiate paura, non temete, io sono con voi fino alla fine del mondo". Lui è l'Emanuele, il Dio con noi se anche noi vorremmo stare con Lui. Non potremo mai sapere quando stia giungendo la fine, su questo punto Gesù è chiaro, avverrà all'improvviso sopra tutti e su tutto, ma non cambierebbe l'essenziale. Nella fede abbiamo un orizzonte che non si chiude con la vita terrena, ma questa ci apre e determina il nostro futuro. Pertanto viviamo nella pace, nell'abbandono fiducioso ogni giorno che Dio vorrà donarci senza perdere di vista l’eternità. Sappiamo di essere attesi.
Spirito di luce rendi i nostri occhi aperti e capaci di vedere pure nel cuore della notte. È già domani…Signore vieni a visitarci!