La Gioia del Vangelo

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sabato 17 febbraio 2024

Sabato dopo le ceneri

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Dal Vangelo di Luca 5,27-32
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Commento
Invocazione allo Spirito:
Spirito di Verità, aiutami a comprendere ciò che anche oggi mi vuoi dire con la tua Parola perché non sia quello che penso io a guidarmi, ma quello che Tu veramente vuoi da me.

“Non sono i sani ad avere bisogno del medico, ma i malati”.
Quale può essere la mia malattia oggi? Non sentirmi amata, non essere felice e così cercare in ogni modo di colmare questo bisogno. E nel fare questo, sbaglio, pecco. Ed è proprio allora che il Signore mi viene incontro.
Ma posso raggiungere la felicità, un certo star bene, solo se ammetto a me stessa di avere bisogno di Lui. Finché penso di essere autosufficiente non entrerà mai nella mia vita e penserò a Lui solo come a qualcuno da ammirare. Se invece mi riconosco peccatrice sono certa che Lui mi può cambiare la vita, può convertirla.
Ma cosa significa “conversione”? Quando penso alla conversione credo che sia opera mia, che debba cambiare il mio modo di pensare e agire, i miei atteggiamenti. Prima della mia decisione c’è sempre, invece, un’iniziativa del Signore che rende possibile la mia conversione.
È Lui che per primo mi vede e mi chiama. E sono certa che mi chiama ogni giorno a convertirmi perché è venuto per i peccatori, non per i sani. E lui mi vede per come sono e sa di cosa ho veramente bisogno. Mi lascerò convertire solo se saprò mettermi in gioco, se lascerò da parte la presunzione di sentirmi migliore e sempre a posto.
E se come Levi mi alzerò senza indugio per seguirlo, allora ricentrerò la mia vita su di Lui e solo allora potrò dire di aver intrapreso un vero cammino di conversione.
Sono disposta, tra le mille proposte che la vita mi offre, ad ascoltare la Sua chiamata e lasciarmi convertire?

All’inizio di questa Quaresima chiedo al Signore di continuare a chiamarmi, di convertirmi perché solo così posso dire di metterlo al centro della mia vita.
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