In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.
Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Commento
Signore Gesù, aiutami ad accogliere l’invito del Signore a seguire Lui.
È straordinaria questa pagina di Vangelo! Davvero, in questo testo, l’inatteso diventa realtà. “Un pubblicano di nome Levi”. Terribile, davvero terribile! Per la gente del tempo doveva essere lo scandalo degli scandali. Un pubblicano, un uomo odiato da tutti, colui che aveva il compito non soltanto di fare l’esattore delle tasse, ma di farlo per conto degli occupanti stranieri, pertanto, uno stretto collaboratore di coloro che opprimevano il popolo. Notoriamente poi, gli esattori delle tasse erano degli imbroglioni: il loro compito era quello di imbrogliare la gente, perché più imbrogliavano più guadagnavano. Non bastasse questo, quest’uomo porta pure il nome di “Levi”! Sì, si chiama Levi: Levi è il nome dei leviti, che al tempo di Gesù erano coloro che stavano nel tempio per il culto, ed erano considerate le persone più pure, più buone, più brave. Ecco, è proprio il colmo! Colui che porta un nome così significativo si è ridotto a diventare la figura sociale peggiore a livello umano e a livello morale, una persona da evitare con cura. Ed ecco che accade l’inatteso! Arriva Gesù e, contrariamente a quanto avrebbe fatto ciascuno di noi, che si sarebbe preoccupato di fare la morale a Levi, dicendogli “non devi fare così… Non devi più fare questo… Avresti dovuto fare quest’altro…”, dice a Levi: “Seguimi!”. È lo stile di Dio con noi: egli viene a prenderci là dove siamo, schiacciati dalle nostre fatiche e dai nostri peccati, per dirci che possiamo alzarci, seguire Lui e trovare la pienezza della vita e della gioia.
Oggi, pregherò per quelle persone che ho avuto fretta di giudicare e, di cuore, le affiderò al Signore.
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