Passione del Signore - Dal Vangelo di Giovanni 19,38-42
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo - quello che in precedenza era andato da lui di notte - e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.
Commento
Spirito Santo, fa che possa vivere con intensità questa giornata del Sabato Santo, per prepararmi al meglio alla Risurrezione di Gesù.
Le parole che più risuonano nella mia testa dopo aver letto questo brano fanno riferimento al “prendersi cura”. Gesù è stato crocifisso e proprio su quella croce ha consegnato lo spirito. Ora Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo si prendono cura di lui e del suo corpo, ponendolo in un giardino e in un sepolcro nuovo e profumandolo con mirra e aloe. Penso ad un fatto accaduto in una comunità della Bolivia dove sono stata per un anno e mezzo: Mario, papà di 6 figli, qualche settimana fa ha subito un incidente in moto, che purtroppo gli ha tolto la vita. Insieme a lui ha perso la vita anche la figlia maggiore, mentre il nipotino si trova in ospedale in gravi condizioni. Rifletto su come Mario sia stato un esempio per la sua famiglia e per l’intera comunità dove viveva e su come abbia lasciato un segno per le persone che l’hanno conosciuto. E così, il giorno del suo funerale, tutta la comunità si è riunita al cimitero per dargli l’ultimo saluto, insieme a sua moglie e ai loro bambini. La sua tomba è stata riempita di fiori colorati e profumati, per simboleggiare tutto il bene che quest’uomo ha fatto nel corso degli anni. E così fanno Giuseppe e Nicodemo con Gesù: si prendono cura del suo corpo, lo profumano, lo mettono in un sepolcro nuovo, pulito, per riconoscere quanto bene ha fatto, fino a dare la sua vita per amore.
Signore, in questa giornata voglio prendere l’impegno concreto di fermarmi un momento in chiesa e, fissando lo sguardo sulla croce, di ringraziarti per l’amore che hai donato all’umanità, fino a dare la tua vita.
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