In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:
«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?
Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».
Commento
Vieni Santo Spirito, rendimi docile alla conversione e fa sorgere in me la nostalgia del Padre.
Quella pecora potrei essere io. Quante volte mi capita di perdermi, di sentirmi fuori posto, lontano da tutto e da tutti… anche da Dio. E invece Lui, il Buon Pastore, non resta con le altre novantanove. Lui non ragiona come me, per Lui ciascuno dei suoi figli è un pezzo importante ed unico da ritrovare. Egli fa qualcosa di folle: lascia tutto per venirmi a cercare. E non viene con rabbia o con giudizi. No! Quando mi trova, mi solleva con tenerezza, mi porta sulle spalle, e addirittura fa festa. Fa festa…per me! Mi commuove pensare che il mio ritorno a Lui sia motivo di gioia in Cielo. È un amore che non riesco a capire fino in fondo, ma che sento vero. Un amore che non molla, che non si arrende, che crede in me anche quando io non ci credo più. E allora questa parabola mi parla di speranza. Mi dice che, anche quando mi sento perso, c’è un Dio che si mette in cammino per me. E oggi voglio lasciarmi trovare. Voglio credere che il mio valore non dipende da quanto sono perfetto, ma da quanto sono amato. E questo amore non viene mai meno.
Oggi cerco del tempo per andare a ricevere il sacramento della Riconciliazione preparandomi bene all’incontro con la Misericordia di Dio