In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».
Commento
Spirito Santo, rendi il mio cuore simile a quello di Gesù.
La Parola di oggi contiene in sé tutto il Vangelo: Dio ama il mondo, ciascuno di noi, con un amore tale da dare tutto per recuperarci a sé. È disposto ad annullare la distanza che noi stessi abbiamo generato cedendo al peccato, piuttosto che lasciarci in balìa della morte. Vivendo da Dio e da uomo in Gesù, ci ricorda che anche noi siamo invitati a partecipare della Sua vita divina, ad essere anche noi figli di Dio, non solo di nome ma anche di fatto; non solo per tradizione, ma anche per scelta. Il Vangelo racconta un amore non corrisposto, un Dio frainteso e rinnegato che non si arrende ed è disposto a tutto, persino all’umiliazione, alla sofferenza e al martirio, perché le sue creature amate possano conoscerlo e avere una vita piena, in comunione con Lui e con i fratelli. Dunque siamo tutti chiamati a pensare ai nostri amori non corrisposti, alle relazioni difficili e storte, quelle che si sono spezzate per un litigio; quelle a cui cinicamente non crediamo più, quelle a cui pensiamo di aver dato abbastanza, e a trovare nel Vangelo la forza per perdonare, per renderci prossimi anche a chi ci ha voltato le spalle e dire “Io ci sono ancora”. Mi chiedo: sono davvero disposto ad affrontare gli amori non corrisposti nel modo che Gesù mi insegna? Oppure cedo a prendere la via più facile e chiudermi in me stesso quando i rapporti presentano delle sfide?
Oggi penso a una relazione che ho lasciato svanire e cerco di recuperarla. Se non mi sento pronto, consegno il mio rancore nella preghiera, chiedendo la grazia di superarlo.