In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Commento
Vieni Spirito Santo, consolatore e difensore degli oppressi, degli umili e dei puri di cuore; apri il mio cuore all'ascolto della tua Parola.
Quante volte ci sentiamo stanchi e oppressi? Quante volte il peso della vita ci schiaccia tra responsabilità, aspettative, scadenze, rancori, ferite, litigi... ? Perché Gesù ci chiede di mettere sul nostro collo un ulteriore giogo? Non è già abbastanza faticosa la nostra vita? Questa è la prima cosa che mi sono chiesto leggendo questo brano, eppure la risposta mi ha sorpreso: Gesù non ci vuole appesantire di ulteriori precetti, norme, aspettative da rispettare; bensì ci vuole liberare da tutti i precetti, norme, aspettative che noi ci siamo creati in questo mondo e modo di vivere. Ci sentiamo stanchi e oppressi proprio perché il nostro collo è stritolato da pensieri e abitudini che non fanno altro che soggiogarci e asfissiarci di vanità e illusioni mortali. Mi viene in mente il bisogno compulsivo di approvazione degli altri, di farsi notare e apprezzare sui social e al lavoro, i vizi che anestetizzano le nostre ansie per non affrontarle... Allora la parola di Gesù, come luce che sorge, arriva dolce a liberarci da noi stessi, per darci nuova vita. Perché il suo giogo, ovvero quello che lui ci chiede per la nostra felicità, è semplicemente di amarlo e amare i nostri fratelli. Questo e solo questo può dare ristoro alla nostra anima, può soddisfare a pieno e per sempre la nostra incompletezza e ridarci di nuovo felicità duratura. In che modo i gioghi che mi sono messo al collo stanno limitando la mia felicità?
Prima di andare a dormire, leggo lentamente un brano del Vangelo e mi fermo un minuto in silenzio su una frase che mi ha colpito; in modo da gustare e desiderare la dolcezza del giogo di Gesù.