La Gioia del Vangelo

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domenica 18 maggio 2025

V Domenica di Pasqua

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Dal Vangelo di Giovanni 13,31-33a.34-35
Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
Commento
Spirito divino, rendimi consapevole del grande atto d’amore che, attraverso Cristo Gesù, ci hai donato.

Queste parole, di fatto, sanciscono l’addio di Gesù ai discepoli e al mondo; la passione ha già avuto inizio, un addio, però, non definitivo. Più avanti, infatti, Gesù dirà a Pietro: “Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi”; con quel “per ora” Egli lascia quindi un grande messaggio di speranza al mondo, a noi, per la salvezza futura. In questo, che possiamo dire, “testamento”, Gesù ci lascia anche un’ulteriore insegnamento, un insegnamento universale: “amatevi gli uni gli altri”. Anche se queste parole sembrano slegate, esse non sono che il significato di quanto espresso all’inizio della pericope. Gesù è glorificato in Dio, e Dio in Lui…l’unione, senza confusione, delle due nature, divina e umana, di Gesù. La glorificazione di Gesù si concretizza nella passione, morte e resurrezione, cioè nella sofferenza e nell’amore con cui viene accolto questo sacrificio; un amore che viene donato a noi fino in fondo e che esprime la perfetta bontà di Dio stesso. L’amore di Dio rivelato al mondo attraverso Gesù; un amore che non deve essere, diceva il teologo Andrè Louf nella sua esperienza spirituale della preghiera, “come una sorgente ricoperta da una pietra”; attraverso Cristo questa pietra viene spostata lasciando la sorgente libera di sgorgare, cioè l’amore che Dio ha donato a ciascuno di noi libero di essere trasmesso agli altri nel sostegno, nella carità e nella preghiera. Solo così si diventa apostoli di Gesù.
Chiediamoci dunque: “Signore, sarò degno di essere tuo testimone?”; lo saremo immolando la nostra vita alla corresponsione dell’amore che Dio, attraverso Gesù, ci ha dato in regalo.

Come impegno faccio mie le parole di papa Francesco: "Aiutami Signore a rimuovere le pietre dell’egoismo e del pregiudizio che ostacolano l’entrata del mio cuore”.
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