In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
Commento
Spirito Santo, vieni in me perchè il mio cuore sia rivolto sempre al Signore.
“Perciò se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso (..)”. Sorrido leggendo queste parole, perché ancora una volta, come capita per ciascuno di noi, il Vangelo sa parlarmi al cuore: la semplicità a cui invita Gesù sembra proprio non appartenermi, tutta concentrata sui mille scenari possibili e immaginabili per gli eventi futuri, spesso alla prese con i ragionamenti sul significato di parole o azioni delle persone che incontro ogni giorno, ed ecco che l’ansia sale... Mi piace pensare allora a questo passo del Vangelo e alle parole di Gesù come un antidoto per le nostre ansie e un’indicazione per la felicità possibile già qui, nonostante tutto: Gesù ci richiama a non ripiegarci su noi stessi, a non puntare lo sguardo e il cuore verso le preoccupazioni e problemi di questo mondo, fino a farci assorbire da esse nel tentativo disperato di trovarne soluzioni. Ci chiama invece ad alzare lo sguardo in alto, verso di Lui, verso il suo Amore, lasciarci prendere in braccio e cullare da Lui che tutto può. Si, siamo chiamati a nascere e lasciarci amare, proprio come diceva la serva di Dio Chiara Corbella, soltanto in questo modo potremo essere luminosi cioè felici! Io ne sono capace?
Oggi, pensando ad un nodo problematico che mi tormenta nel cuore, in silenzio lo affido al Signore e dico “Signor mio e Dio mio pensaci tu, non mi abbandonare nel tormento”.