In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: "Misericordia io voglio e non sacrifici". Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Commento
In questi pochi versetti, quanti insegnamenti! È davvero incredibile vedere come Gesù, con semplici parole e pochi (ma grandi) gesti, riesca a cambiare la nostra visione del mondo e delle cose: come riesce a scardinare tanti pregiudizi. Lui ci dice che è venuto per i peccatori. Tutti noi siamo peccatori e tutti abbiamo bisogno di Lui. Gesù è per tutti! In questo modo ci sta dicendo che Lui non è da meritare: la relazione con Dio non è un merito! L'importante è cercarlo. Lui ci vuole bene comunque e sempre, nonostante tutto. Quello che conta è l'amore, Gesù vuole misericordia. Facciamo fatica a comprenderlo e a viverlo perché siamo abituati a doverci meritare l'amore. Con Gesù non è così, Lui ci accoglierà e ci perdonerà sempre. Questo è un cambiamento di paradigma e vale per tutti: Gesù non chiama a sé le persone perché si sono convertite, ma le persone si convertono perché Lui le incontra. Basta incontrarlo davvero per cambiare la vita. Il problema è che come i farisei, quelli che si ritengono più giusti, quelli che fanno i sacrifici sono quelli che meno accolgono questa logica gratuita di Gesù. La conversione del cuore è ciò che conta davvero! Così tutti possiamo gioire insieme perché ci sentiamo fratelli, uniti dall'Amore. Oggi mi interrogo: sono capace di gioire per le gioie degli altri?
Vieni Spirito Santo, apri il mio cuore alla logica di Dio che è la gratuità.