In quel tempo, Gesù disse:
«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».
Commento
Oggi la Parola di Gesù non è così immediata, anzi suona come una minaccia quel “guai a te”. Faccio fatica ad entrare in questo vangelo: Gesù sembra condannare queste tre città, invece vuole far comprendere loro la grandezza del dono d'amore che hanno rifiutato. Gesù è venuto per annunciare il volto di Dio, per convertire il cuore degli uomini, ha svelato il volto di un Dio misericordioso, grande nell'amore, che chiede all'uomo amicizia e collaborazione. Egli oggi ci parla di Salvezza...è una cosa seria la salvezza! Richiede ascolto, verità, passione. Molti, invece, rifiutano di ascoltare il Signore: sanno già tutto! E pensano che saranno gli altri a subire il “castigo divino”. Gesù ammonisce loro e noi: guai a chi presume di non avere bisogno di salvezza! Guai a chi crede di credere, a chi pensa di sapere già tutto... Penso oggi alle nostre comunità: quanto è difficile parlare di Gesù ai cristiani: sanno già tutto!
La fede è scontata, è diventata una buona abitudine che va solo custodita.
Oggi provo a prendere sul serio la mia fede, provo a mettermi in discussione...perché la Parola porti frutti di conversione.