La Gioia del VangeloOgni giorno, la Parola
Vangelo del giorno · sabato 29 aprile 2023

IV domenica di Pasqua

Dal Vangelo di Giovanni 10,1-10

Immagine del Vangelo: IV domenica di Pasqua
Ascolta il Vangelo

Il Vangelo

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel re­cinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un bri­gante. Chi invece entra dalla porta, è pa­store delle pecore. Il guar­diano gli apre e le pecore ascol­tano la sua voce: egli chiama le sue pecore, cia­scuna per nome, e le con­duce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cam­mina da­vanti a esse, e le pecore lo se­guono perché co­no­scono la sua voce. Un estra­neo invece non lo se­gui­ranno, ma fug­gi­ranno via da lui, perché non co­no­scono la voce degli estra­nei». Gesù disse loro questa si­mi­li­tu­dine, ma essi non ca­pi­rono di che cosa par­lava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e bri­ganti; ma le pecore non li hanno ascol­tati. Io sono la porta: se uno entra at­tra­verso di me, sarà sal­vato; en­trerà e uscirà e tro­verà pa­scolo. Il ladro non viene se non per rubare, uc­ci­dere e di­strug­gere; io sono venuto perché ab­biano la vita e l'ab­biano in ab­bon­danza».

Fonte: CEI

Commento

Brano del van­gelo tra i più noti, quello del Bel Pa­store ri­pro­pone in modo mi­ra­bile la con­trap­po­si­zione che pe­ren­ne­mente vive nell’uomo, tra l’Amore fat­tosi uno nella carne e l’ap­proc­cio all’Altro con­ce­pito come pos­sesso, uso e og­getto di sfrut­ta­mento.
In un mondo che fa dell’af­fer­ma­zione dell’iden­tità per­so­nale un ido­la­tria, il Bel Pa­store pro­pone il rap­porto tra Dio e l’uomo come il rap­porto tra il pa­store ed il suo gregge, un rap­porto che parla di re­ci­proca di­pen­denza: è la follia dell’Amore, quella che ma­ni­fe­sta la pro­pria li­bertà met­ten­dosi al ser­vi­zio dell’Altro. Un Altro co­no­sciuto per nome, che ne indica l’iden­tità più intima e dove quel “io co­no­sco” sta per “solo io co­no­sco”: sì, perché solo l’amore sa “vedere”, ri­co­no­scere, ac­co­gliere, cu­sto­dire.
Mette i bri­vidi quel “chia­mati per nome”: chia­mati a se­guire l’Amore che ci cam­mina d’in­nanzi e che ci indica la strada per rea­liz­zare quel mi­ra­colo d’amore rac­chiuso in ogni storia, in ogni limite, in ogni nome.
E quando tor­ne­remo feriti e mu­ti­lati dopo ogni uscita alla ri­cerca di una pre­sunta li­bertà, tro­ve­remo “quella porta” che pos­siamo var­care in en­trata ed uscita, che si farà ab­brac­cio, ac­co­gliente mentre “quella voce” ci darà un nuovo, l’en­ne­simo ben­ve­nuto.

Oggi chiedo allo Spi­rito il dono del di­scer­ni­mento per saper vedere “quella porta” e tor­nare a en­trarvi.

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

Aiutaci a diffondere il Vangelo

Ricevi il Vangelo ogni giorno

Con l'app, le notifiche del sito o il canale Telegram: ogni mattina la Parola, il commento e l'audio arrivano a te.