In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Commento
Gesù ci invita a stare con lui come ad un banchetto di nozze, perché stare alla Sua presenza è prendere parte e condividere una felicità dal sapore di amore che non può essere né nascosta né allontanata. L’amore di Dio non è sicuramente contenibile nelle regole e nelle definizioni che gli uomini hanno costruito e provato a rispettare. L’amore di Dio spezza le catene del peccato perché dona nuova vita a chi sta con Lui, non mette solo una pezza sopra, ma fa rinascere dall’amore. Se penso alla mia vita mi accorgo di quante volte lo Sposo mi invita a partecipare alla Sua gioia e di come altrettante volte non accetto l’invito così volentieri, forse per pigrizia; ma alla fine il Suo amore rompe i miei falsi equilibri e giudizi e mi permette di vivere in pienezza. I riti che compiamo sono sì importanti, ma Gesù ci ricorda che il centro di questi gesti che compiamo è l’incontro con Lui e che tutto quello che c’è in più deve girare attorno a questo. Mi chiedo se anche per me stare alla presenza del Signore è davvero speciale e se, come gli invitati a nozze, sono capace di gustarmi questa felicità.
Oggi mangio una golosità per ricordarmi che il Signore mi invita a partecipare alla Sua gioia e che mi vuole tanto bene.