Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
Commento
Ci piace come inizia questa scena del Vangelo, con la durezza della vita in primo piano: “un cieco era seduto a mendicare”, che letteralmente significa: “chiedere o cercare con insistenza in un modo poco dignitoso o umiliante”. Questa condizione lo umilia ma almeno lo fa vivere, e appena riconosce nel passare di Gesù una possibilità per lui, diremmo noi oggi che sente una scintilla di vita muoversi dentro, non esita a chiedere ed insistere per cercare di guarire per cambiare vita. Non si ferma a quel pensiero sterile “io sono fatto così”, ma osa sperare qualcosa di migliore. Sono consapevole, come questo cieco, di cosa dovrei cambiare in me per migliorare la mia vita? E credo veramente che Gesù possa fare qualcosa per me?
Come impegno prendo quello di scrivere i miei punti forti e i miei punti deboli, facendo emergere tra questi ultimi quelli che più mi condizionano e paralizzano o incattiviscono. Li porto in preghiera: “Signore concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre” e sto vigile per cogliere poi le sue risposte che arriveranno attraverso situazioni in cui potrò mettermi in gioco in modo nuovo proprio su quei miei punti.