In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».
Commento
Spirito Santo, vivifica le mie azioni, specialmente quelle più religiose.
Deve essere proprio una tendenza forte quella di fare certe cose (e parliamo di opere religiose) con l'attenzione di essere visti dagli altri, per sottolinearla così tanto. Eppure sono cose buone, non si fa certo del male, anzi, si fa pure l'elemosina! Ma pare che queste azioni, fatte così, non abbiano molto senso, non servano davvero. Ed è abbastanza spiazzante sentirselo dire. Penso che, oltre al cercare riconoscimento, qui dentro possa ricadere anche il farle per un certo dovere religioso, per sentirsi a posto, bravi e anche buoni. Mi colpisce che Gesù passa ogni volta dal voi al tu, con quei "Tu, invece..." e "il Padre tuo". Da azioni forse anche un po' collettive, rituali, dell'apparato religioso, alla tua decisione personale e alla tua fede come relazione. Negli ultimi mesi sto provando ad essere più costante con la preghiera quotidiana, prendendo un certo tempo, nella mia stanza. Ho scoperto che innanzitutto occorre calmare i tanti pensieri, fare spazio, essere presenti a se stessi. Non dimenticarsi di invocare lo Spirito. Leggere e comprendere, ma per ascoltarla come parola rivolta a me. Cosa dice alla mia vita, oggi? Passando dalle parole a chi c'è dietro, conosciuto un po' di più, a cui posso rispondere. Perché sia un incontro, una relazione che pian piano cresce. E ne esco un po' trasformato, più libero. Anche verso gli altri. Questa è la ricompensa! Come è la mia preghiera? Ne vedo un effetto?
Oggi inizia il tempo di Quaresima. Con un po' di tranquillità, penso se può essere un'occasione preziosa, per me.
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