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Vangelo del giorno · domenica 12 giugno 2022

Santissima Trinità

Dal Vangelo di Giovanni 16,12-15

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Il Vangelo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi di­sce­poli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il mo­mento non siete capaci di por­tarne il peso. Quando verrà lui, lo Spi­rito della verità, vi gui­derà a tutta la verità, perché non par­lerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi an­nun­cerà le cose future. Egli mi glo­ri­fi­cherà, perché pren­derà da quel che è mio e ve lo an­nun­cerà. Tutto quello che il Padre pos­siede è mio; per questo ho detto che pren­derà da quel che è mio e ve lo an­nun­cerà».

Fonte: CEI

Commento

Du­rante l’ultima cena Gesù co­min­cia ad an­ti­ci­pare ai suoi di­sce­poli la sua di­par­tita e l’odio del mondo. Il loro cuore si fa triste e mi col­pi­sce il fatto che Gesù colga il loro stato d’animo  e dica: “molte cose ho ancora da dirvi, ma per il mo­mento non siete capaci di por­tarne il peso”. D'al­tronde i di­sce­poli non hanno ancora vis­suto lo scan­dalo della croce e per loro è im­pen­sa­bile met­tere in­sieme l’idea che il Messia possa subire una morte tanto in­fa­mante. In fondo è la fatica di cia­scuno di noi: come può Dio on­ni­po­tente “ac­cet­tare” la pre­senza del male, della sof­fe­renza e della morte? Gesù non ri­solve l’enigma, ma pro­mette lo Spi­rito con­so­la­tore che gui­derà i di­sce­poli alla “verità tutta”, cioè darà loro un’in­tel­li­genza più pro­fonda della vi­cenda del Mae­stro te­nendo in­sieme tutti i pezzi: il fal­li­mento della croce e la gloria della ri­sur­re­zione. Ma com'è pos­si­bile questo? Grazie allo Spi­rito i di­sce­poli com­pren­de­ranno che Gesù è potuto re­stare “so­speso” sull’abisso del male solo grazie al legame col Padre. Solo sa­pendo di essere amati e di ap­par­te­nere a Qual­cuno, saremo capaci anche di stare di fronte allo scan­dalo delle nostre croci. Nello Spi­rito anche noi siamo in­vi­tati non solo a par­te­ci­pare all’amore del Padre e del Figlio, ma anche a con­di­vi­derlo con i fra­telli.

Oggi mi do­mando come stanno le mie re­la­zioni (con Dio, con gli altri e con me stesso) e faccio una pic­cola re­vi­sione. Poi recito l’in­vo­ca­zione del “veni crea­tor Spi­ri­tus” af­fin­ché Egli le abiti.

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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