La Gioia del Vangelo

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domenica 19 maggio 2024

Solennità di Pentecoste

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Dal Vangelo di Giovanni 15,26-27; 16,12-15
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Commento
Non ho sempre avuto un legame così profondo con lo Spirito Santo: solo in questi ultimi anni ho riscoperto la Sua presenza e oggi sento veramente che senza di Lui non potrei fare nulla. Quando penso allo Spirito penso all’amore: perché l’amore non lascia mai le cose come sono, le trasforma; in ogni ambiente e situazione subito percepisci se c’è amore o se le relazioni sono spente. Così fa lo Spirito, che è Amore, quando gli spalanchi le porte del cuore: ti trasforma.
All’inizio della giornata, prima di una decisione o di un momento importante, prima di mettermi in ascolto della Parola di Dio, invoco la Sua presenza, perché mi illumini, mi guidi, perché plasmi il mio cuore e lo renda capace di amare e di lasciarsi amare. Lui è presenza di Dio in noi, è il regalo più grande che il Padre assicura a coloro che lo chiedono.
Sant’Agostino diceva che «Cristo ha sposato la sua Chiesa e ha mandato a lei lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è come l’anello nuziale…». E allora ogni volta che guardo l’anello nuziale posto al mio dito il giorno in cui sono stata consacrata, riconosco la forza del Suo sigillo posto “sul mio cuore, sul mio braccio”, che mi spinge ad essere testimone dell’amore di Dio, nonostante povertà e fragilità che sono parte di me. Perché lo Spirito “viene in aiuto alla nostra debolezza”, dice san Paolo e occorre una decisa fiducia in Lui, rinunciando a calcolare e a controllare tutto per permetterGli di illuminarci, guidarci, orientarci e spingerci dove Lui desidera.
Mi chiedo: credo nello Spirito Santo? Che posto ha nella mia vita?

Oggi mi prendo un tempo di silenzio: apro le mie mani in segno di dono e invoco lo Spirito Santo sulla mia vita, sulla Chiesa, su tutta l’umanità.
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