In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Commento
Spirito Santo, apri il mio cuore alla tua Parola. Liberami da una fede fatta solo di abitudini e insegnami a riconoscere la tua presenza viva nella quotidianità.
Nel Vangelo i discepoli di Giovanni pongono una domanda sincera: perché alcuni digiunano e altri no? Gesù risponde spostando l’attenzione dalla pratica alla relazione. Quando lo sposo è presente, il tempo è quello della gioia, non del lutto. Il digiuno, come ogni gesto religioso, ha senso solo se nasce dall’incontro con Dio e non dall’obbligo o dal confronto con gli altri. Gesù ci ricorda che la fede non è una somma di regole, ma un cammino che conosce tempi diversi: c’è il tempo della festa e quello dell’attesa, il tempo della consolazione e quello della mancanza. Il rischio, per noi adulti, è ridurre la vita spirituale a consuetudini vuote, dimenticando che Dio ci chiede prima di tutto di riconoscere quando Lui è presente e quando ci invita a cercarlo più in profondità. La mia fede nasce dall’incontro con Cristo vivo o dal bisogno di “fare come si è sempre fatto”?
Ogni giorno, mi ritaglio un momento di silenzio per chiedermi: dove ho riconosciuto oggi la presenza dello Sposo nella mia vita.