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Vangelo del giorno · sabato 15 novembre 2025

Sabato della XXXII settimana del Tempo Ordinario

Dal Vangelo secondo Luca 8,1-8

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Il Vangelo

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi di­sce­poli una pa­ra­bola sulla ne­ces­sità di pre­gare sempre, senza stan­carsi mai: «In una città viveva un giu­dice, che non temeva Dio né aveva ri­guardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giu­sti­zia contro il mio av­ver­sa­rio”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho ri­guardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fa­sti­dio, le farò giu­sti­zia perché non venga con­ti­nua­mente a im­por­tu­narmi”». E il Si­gnore sog­giunse: «Ascol­tate ciò che dice il giu­dice di­so­ne­sto. E Dio non farà forse giu­sti­zia ai suoi eletti, che gri­dano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspet­tare a lungo? Io vi dico che farà loro giu­sti­zia pron­ta­mente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, tro­verà la fede sulla terra?».

Fonte: CEI

Commento

Spi­rito Santo aiu­tami ad en­trare in re­la­zione con Te.

In questo brano di Van­gelo Gesù in­si­ste sulla pre­ghiera in­ces­sante ed è un invito che ci ri­volge per il nostro bene. Non credo in­fatti che Dio abbia bi­so­gno giorno e notte delle nostre pre­ghiere: Dio è sempre ac­canto a noi, non ha bi­so­gno che cia­scuno di noi gli ri­cordi che esi­stiamo, non c'è il minimo ri­schio che si di­men­ti­chi di noi. La pre­ghiera in realtà serve a noi: ci aiuta a tenere sempre a mente che Dio c'è, che è ac­canto a noi in ogni istante, e che non de­si­dera altro che tra noi e Lui ci sia una re­la­zione. Nel mo­mento in cui prego mi ri­cordo che sono crea­tura, che sono figlia e che ho un Padre. Mi ri­cordo che nel bi­so­gno posso chie­dere, nella gioia posso rin­gra­ziare, nell'errore posso chie­dere scusa e ri­co­min­ciare. Gesù ci ri­corda che nes­suna delle nostre pre­ghiere passa ina­scol­tata: se è in grado di ascol­tare ed esau­dire le pre­ghiere un giu­dice di­so­ne­sto, pos­si­bile che non lo faccia Dio? Però Gesù nella pre­ghiera chiede fede. Spesso ci può sem­brare che molte delle pre­ghiere che ri­vol­giamo a Dio non siano ascol­tate e ri­ma­niamo delusi e a volte ri­sen­titi. Credo che questo pen­siero sia una car­tina al tor­na­sole del grado della nostra fi­du­cia: avere fi­du­cia nell'amore di Dio vuol dire avere la cer­tezza che anche il si­len­zio e i no che ven­gono da Dio sono si­lenzi e no di amore, voluti per il nostro bene.
Quante delle pre­ghiere che ri­volgo a Dio sono pre­ghiere di do­manda e quante invece sono pre­ghiera di rin­gra­zia­mento e di lode?

Oggi penso a una pre­ghiera di do­manda che ho ri­volto a Dio con in­si­stenza e che però non ha tro­vato ri­spo­sta o non è stata esau­dita, no­no­stante il mio grande de­si­de­rio. Mi prendo cinque minuti di si­len­zio e rin­gra­zio Dio per quella man­cata ri­spo­sta o per quel no ri­ce­vuto e ripeto nel mio cuore: "Dio ti rin­gra­zio anche per quel no: so che è un no detto per il mio bene e so con cer­tezza che a fronte di quel no mi aspetta un sì più grande, perché Tu sei Amore".

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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