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Vangelo del giorno · lunedì 20 aprile 2026

Lunedì della III settimana di Pasqua

Dal Vangelo di Giovanni 6,22-29

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Il Vangelo

Il giorno dopo, la folla, ri­ma­sta dall'altra parte del mare, vide che c'era sol­tanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi di­sce­poli sulla barca, ma i suoi di­sce­poli erano par­titi da soli. Altre barche erano giunte da Ti­be­rìade, vicino al luogo dove ave­vano man­giato il pane, dopo che il Si­gnore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nem­meno i suoi di­sce­poli, salì sulle barche e si di­resse alla volta di Ca­fàr­nao alla ri­cerca di Gesù. Lo tro­va­rono di là dal mare e gli dis­sero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù ri­spose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cer­cate non perché avete visto dei segni, ma perché avete man­giato di quei pani e vi siete sa­ziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo si­gillo». Gli dis­sero allora: «Che cosa dob­biamo com­piere per fare le opere di Dio?». Gesù ri­spose loro: «Questa è l'opera di Dio: che cre­diate in colui che egli ha man­dato».

Fonte: CEI

Commento

Spi­rito Santo, Spi­rito di sa­pienza, aiu­tami a scor­gere la tua pre­senza nelle mie gior­nate.

Mi ha sempre col­pito molto l'espres­sione "Deus ab­scon­di­tus" - Dio è na­sco­sto - che si­gni­fica che Dio è im­per­scru­ta­bile, non si ma­ni­fe­sta in ma­niera ecla­tante ed espli­cita ma nel si­len­zio e nel se­greto della fede di cia­scuno. A volte Dio mi sembra di­stante, a volte mi chiedo come posso fare per vivere au­ten­ti­ca­mente da cri­stiano quello che riem­pie le mie gior­nate e sembra avere poco a che fare con il Si­gnore. Non è sempre pos­si­bile avere del tempo sacro per sen­tirsi vicino a Lui. Quando mi sento così di­stante ripeto le parole di Pietro: "Si­gnore, da chi an­dremo? Tu hai parole di vita eterna". Nulla sazia come la Sua Parola. Ri­penso alle cose belle che ha ope­rato nella mia storia nei mo­menti in cui ho ac­colto con gioia i suoi inviti fa­cendo tesoro della Parola. E poi ri­penso alla mia vita quo­ti­diana e alle mie preoc­cu­pa­zioni di ogni giorno. Allora mi rendo conto che Gesù non è mai spa­rito, ma sono io a cer­carlo nel posto sba­gliato, ri­volto e ri­pie­gato su me stesso. Lui è solo un passo avanti a me ad in­di­carmi il cam­mino: so ve­derlo?

Oggi faccio me­mo­ria di una gioia grande sca­tu­rita da un mo­mento di pre­ghiera o da un'espe­rienza si­gni­fi­ca­tiva che mi ha sa­ziato in­te­rior­mente.

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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