In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».
Commento
Vieni Spirito Santo, illumina il mio cuore.
La pagina del Vangelo di oggi è dentro un discorso più grande che Gesù rivolge agli scribi e ai farisei. Parole dure quelle di Gesù perché, nonostante abbia annunciato in parabole e in opere la grandezza della Sua misericordia, gli scribi e i farisei continuano ad essere ipocriti: fingono di avere virtù, sono falsi. Vivono per il legalismo della legge. Sono attenti ai dettagli e non vedono l’insieme. Sono esagerati nell’imporre agli altri osservanze esterne, ma loro sono incoerenti. In questi pochi versetti Gesù ripete varie volte: “guai a voi”. E lo sento rivolto anche a me, perché gli scribi e i farisei mi rappresentano. Si, ogni qualvolta osservo solo esternamente e non metto tutto il cuore in quello che penso, dico e soprattutto faccio. “Pagate e trasgredite”, dice Gesù, per ricordarmi quando mi sento a posto solo per aver fatto quello che è giusto fare, ma poi trasgredisco con la critica, la presunzione, l’orgoglio, l’esteriorità. Gesù mi chiede ben altro. Mi scuote con fermezza oggi perché mi guardi dentro, nel cuore. Proprio nel cuore dove Lui vuole fare casa con me, nel cuore dove abitano la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Ciò che conta è il cuore puro, che vede Dio in ogni cosa. Ho bisogno di te Gesù. Tu sei misericordia infinita, casa e cuore spalancati a tutti. Il tuo Spirito Santo mi illumini per essere sollecita nella carità, generosa e pronta nell’umiltà. Mi pongo allora la domanda: voglio crescere nella fede, nella speranza e nella carità?
Oggi mi fermo qualche istante e guardo dentro il mio cuore con sincerità, sapendo che Lui mi abita e rinnovo il proposito di essere più coerente.