In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.
Commento
Vieni Santo Spirito, apri il mio cuore e donami il tuo modo di sentire, di pensare, di amare e di parlare.
La gente è stupita dalle parole di Gesù e ne riconosce la capacità di comprendere le cose dello Spirito, un’autorità semplice e pura che riesce a cogliere l’essenza della vita. Gesù parla con autorità, cioè in modo diverso, guidato da una forza che fa stupire. Non appena Gesù inizia a parlare, il primo a pagare le conseguenze è il male, anche gli spiriti maligni infatti imprecano: cosa vuoi da noi? Sei venuto a rovinarci? Questa strana domanda fatta dallo spirito impuro, può aiutarci a riflettere sulla realtà del male, realtà ben evidente nella nostra vita, ma forse difficile da trattare. Come mi pongo davanti al male che vedo fuori e dentro di me? Le risposte potrebbero essere davvero tante, ognuna diversa per chi si pone nel cuore questo interrogativo… Personalmente sto chiedendo al Signore la grazia di tenermi a distanza dalle voci, dai pensieri e dalle realtà che non vengono da Lui. E credo che questo sia un dono da chiedere ogni giorno, un esercizio dello spirito che cerca Dio. Abbiamo nel nostro cuore la grande certezza che Dio ci ama e che lo Spirito lavora in segreto per la nostra redenzione. Il male che esiste, che c’è, che continua a mescolarsi con il bene non può nuocerci e non è eterno, non ha l’ultima parola. La preghiera allontana ogni paura e ci aiuta a discernere, come con un setaccio: cosa devo tenere e cosa lasciare andare?
Oggi provo a fare l’esercizio di contrapporre un pensiero buono o una preghiera ai miei pensieri negativi.