In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.
Commento
Vieni Santo Spirito, mostra agli occhi e al cuore la strada della guarigione.
Se penso alla forza che Gesù manifestava alla folla mi sembra di vedermi lì piccola tra la gente che rincorre il sogno di una vita migliore cercando in questo grande maestro e guaritore la soluzione ai miei problemi, alle mie paure e ai miei malesseri. Sì, lo faccio anche io oggi ma in modo incostante, facendo soffocare l'entusiasmo iniziale da quel turbinio di eventi che scuotono la quotidianità. Ultimamente sento spesso parlare di benessere, la sua ricerca è prioritaria per tutti, lo era anche per i discepoli di Gesù. Oggi però le tecniche per ottenerla sembrano complesse e costose, a volte si cerca anche nella cultura orientale nuove pillole di saggezza: può essere un valido aiuto ma fino ad un certo punto, perché chi si riconosce Figlio di Dio sa che la forza di Gesù è la strada percorribile che porta alla guarigione piena. Certo Lui era Dio, ed per lui magari era facile avere quella pace. Eppure da come lui viveva il suo essere uomo c'è un grande insegnamento per noi discepoli. Questa pagina di Vangelo comincia donandoci la chiave di lettura:la notte precedente Gesù l'aveva passata in intimità con il Padre, nella preghiera. Non per esercitare una tecnica, ma per vivere intensamente una relazione che porta forza e apertura alla vita. Anche io vivo la preghiera non come una mia capacità ma come la ricerca di un dono? Vivo il mio rapporto con Dio sapendo che è Lui la fonte della mia salute dell'anima?
Oggi affido ciò che affolla il mio cuore e la mia mente a Gesù chiedendo in cambio la sua forza guaritrice.
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