In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».
Commento
Vieni Spirito del Figlio nel mio cuore e grida: “Abbà, Padre”.
Qualche settimana fa, in prossimità della festa di Pasqua, parlando in classe della preghiera nell’orto degli ulivi, una bambina di quarta si è stupita del fatto che anche Gesù “dovesse” pregare. Le ho spiegato che pregare non è soltanto ripetere le “preghierine”, ma anche intrattenere con Dio un colloquio nel quale portare le nostre suppliche, i nostri desideri, il ringraziamento, le nostre ansie e paure. A questo punto lei mi ha detto con amarezza e un filo di rabbia che lei aveva pregato Dio perché facesse tornare a casa il suo caro gattino ma Dio non l’aveva ascoltata. Non è stato facile risponderle, anche perché in fondo questa è un’esperienza che facciamo tutti e sembra stridere col vangelo di oggi in cui si dice “se chiederete qualcosa al Padre nel mio nome, ve la darà…in modo che la vostra gioia sia piena”. Eppure, oggi Gesù ci dice almeno tre cose fondamentali sulla preghiera. Innanzitutto, che la preghiera è rivolgersi a Dio come figli che si rivolgono ad un Padre amorevole. Noi ci sentiamo figli o servi? Dio è un Padre, un padrone o peggio un distributore di beni e servizi? L’altro elemento fondamentale è il criterio di tutto: Gesù. Pregare è conformare la nostra preghiera su quella di Gesù, il quale nel Getsemani e nel “Padre nostro” dice “sia fatta la tua volontà”. Prego per piegare Dio al mio volere o viceversa? Infine, la cartina tornasole della preghiera è la gioia, anche nelle tribolazioni. S. Francesco parlava di “perfetta letizia”.
Oggi recito il “Padre nostro” e chiedo di fare la sua santa volontà.