Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Commento
Spirito Santo, concedimi la Grazia di essere donna di pace, così come Tu sei stato.
"Vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?". Gli apostoli non riescono proprio a tollerare la mancanza di ospitalità dei Samaritani. Magari questa reazione può sembrare totalmente spropositata ma, se ci pensiamo bene però, chissà quante volte anche noi nella nostra quotidianità ci troviamo nella stessa situazione. Persone che non ci accolgono come vorremmo, peggio ancora che ci rifiutano in malo modo, magari non ascoltando nemmeno per un secondo le nostre ragioni e i nostri sentimenti. Chi come me ha un carattere pressoché impulsivo, può lasciarsi andare a considerazioni quasi simili a quelli dei discepoli, cercando così di farsi giustizia da solo, pensando di far del bene a sé stesso e anche all'altro. Ma la reazione di Gesù è davvero sorprendente! Si volta e li rimprovera. Mostra a loro il Suo Volto, il Suo sguardo, sicuramente non sorridente ma di disappunto. Lui non vuole in alcun modo una risposta bellicosa e arrogante, ma vuole donare l'Amore che perdona. La reazione di Gesù non lascia la ben che minima possibilità di fraintendimenti o eccezioni, per nessuno...né per gli apostoli, né per me, né per ciascuno di noi. La violenza non fa parte della Sua mentalità, né del Suo Regno. Nè ora nè mai. Sono convinta che solo parole di dialogo e opere di pace possono costruire un mondo di Giustizia e Verità?
Oggi farò lo sforzo di digiunare da parole vane e superflue, parole che spontaneamente, giustamente o ingiustamente, potrebbero uscire dalla mia bocca e conficcarsi nel cuore di chi mi sta accanto.
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