La Gioia del Vangelo

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sabato 13 dicembre 2025

Santa Lucia, vergine e martire

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Dal Vangelo di Matteo 17,10-13
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell'uomo dovrà soffrire per opera loro»
Commento
Spirito Santo, vieni e prendi possesso del mio cuore: ti chiedo di farti spazio e di non farti bastare quello che ti so dare, ma di prenderti tutto quello necessario, per la comprensione della Parola e per la sua traduzione in vita.

Benché ogni pagina del Vangelo sia una continua dichiarazione d'amore del Creatore alla sua creatura, la parola più ricorrente di questo brano parrebbe essere sofferenza e incomprensione: un'esperienza che accomuna tutti i profeti dell'attesa, il Signore Gesù nella pienezza dei tempi e tutti i testimoni che si sono spesi alla sua sequela.
Una sofferenza accettabile perché spesa a servizio del desiderio più grande: testimoniare all'uomo l'amore che l'ha generato e che si ostina ad abitarlo ricolmandolo di bellezza, incurante di ingiurie, di sopraffazione, di indifferenza, di morte.
Proprio la sofferenza più estrema, dà la misura del desiderio inestinguibile di cui era portatore il Signore Gesù (fuoco sono venuto a portare sulla terra e come vorrei fosse già acceso).
E' la storia di padre Kolbe, di don Pino Puglisi e di tutta quella schiera di Santi, noti e non, che non hanno accettato il basso costo del grigiore infelice della porta larga, scegliendo la fatica, luminosa e inestinguibile, della gioia custodita nella porta piccola.
Questi i Santi, ed io?
Pur facendo continuamente esperienza della Verità, del suo proporsi delicato e rispettoso, come unica possibilità di senso, avverto spesso l' ombra minacciosa di antichi e nuovi idoli, accompagnati dal canto suadente di moderne sirene, che solo lo Spirito può smascherare e sconfiggere.

Signore Gesù, non stancarti di suggerirmi che, la fatica del tuo orizzonte, è seme di speranza che non delude!
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