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Il Vangelo di oggi · venerdì 6 novembre 2026

Venerdì XXXI settimana tempo ordinario

Vangelo di Luca 16,1-8

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Il Vangelo

In quel tempo, Gesù diceva ai di­sce­poli: «Un uomo ricco aveva un am­mi­ni­stra­tore, e questi fu ac­cu­sato di­nanzi a lui di sper­pe­rare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: "Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua am­mi­ni­stra­zione, perché non potrai più am­mi­ni­strare". L'am­mi­ni­stra­tore disse tra sé: "Che cosa farò, ora che il mio pa­drone mi toglie l'am­mi­ni­stra­zione? Zap­pare, non ne ho la forza; men­di­care, mi ver­go­gno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato al­lon­ta­nato dall'am­mi­ni­stra­zione, ci sia qual­cuno che mi ac­colga in casa sua". Chiamò uno per uno i de­bi­tori del suo pa­drone e disse al primo: "Tu quanto devi al mio pa­drone?". Quello ri­spose: "Cento barili d'olio". Gli disse: "Prendi la tua ri­ce­vuta, sie­diti subito e scrivi cin­quanta". Poi disse a un altro: "Tu quanto devi?". Ri­spose: "Cento misure di grano". Gli disse: "Prendi la tua ri­ce­vuta e scrivi ot­tanta". Il pa­drone lodò quell'am­mi­ni­stra­tore di­so­ne­sto, perché aveva agito con scal­trezza. I figli di questo mondo, in­fatti, verso i loro pari sono più scal­tri dei figli della luce».

Fonte: CEI

Commento

Spi­rito Santo donami l’ope­ro­sità e la scal­trezza ne­ces­sa­rie perché ri­co­no­sca cosa vuole dav­vero il Si­gnore da me.

Qual è stata, per l'essere umano, da sempre, la preoc­cu­pa­zione più grande? Credo sia opi­nione comune l'as­si­cu­rarsi un futuro sicuro e felice. Tutta la nostra vita è at­tra­ver­sata dal ten­ta­tivo di co­struirci delle si­cu­rezze: lavoro, denaro, casa, pen­sione, re­la­zioni, salute.
È giusto pen­sare al domani; anche l'am­mi­ni­stra­tore della pa­ra­bola è la prima cosa a cui pensa. Il pro­blema nasce quando ci ac­cor­giamo che stiamo as­si­cu­rando il futuro sba­gliato, di­men­ti­cando che il vero futuro non è quello ter­reno ma quello di Dio: la sal­vezza eterna. Essere pre­vi­denti non è un male, ma bi­so­gna es­serlo per le cose real­mente im­por­tanti. L'am­mi­ni­stra­tore, quindi, si avvale di ciò che faceva quo­ti­dia­na­mente, nel pre­sente, per as­si­cu­rarsi il "dopo".
Eppure, tal­volta, noi cre­denti ri­scon­triamo di­verse dif­fi­coltà nel fare al­tret­tanto. In di­verse oc­ca­sioni, in­fatti, diamo la fede per scon­tata: ab­biamo il bat­te­simo, an­diamo a Messa, fre­quen­tiamo qual­che gruppo, quindi pen­siamo di avere tutte le cre­den­ziali per essere buoni cri­stiani; la fede non è qual­cosa di ac­qui­sito una volta per tutte, è una re­la­zione con Dio che va con­ti­nua­mente ali­men­tata dal nostro agire, dalla nostra pre­ghiera.
Dio ci chiede di uscire dalla rou­tine quo­ti­diana, di rim­boc­carci le ma­ni­che e di "spen­dere" le ri­sorse che stanno dentro di noi per aprire il cuore e con­for­marci al suo dono.
Nella pa­ra­bola ci viene in­se­gnato che è nei mo­menti di bi­so­gno che è ne­ces­sa­rio usare l'in­ge­gno e agire per di­mo­strare la pro­pria fede. Ed è ciò che Gesù loda nell'am­mi­ni­stra­tore di­so­ne­sto: non la sua di­so­ne­stà, ma la sua scal­trezza.
Ci invita a fare lo stesso, nel pre­sente, anche nella mon­da­nità in cui siamo im­mersi tra­sfor­man­dola in stru­mento di virtù.
"Spen­diamo" quindi i beni per la carità e la con­di­vi­sione vi­vendo i prin­cipi del Van­gelo, per poter poi ac­co­gliere questo dono di Dio: il futuro eterno, la sal­vezza!
Ho mai pen­sato al mio futuro da­vanti a Dio?

Mi pro­pongo di met­termi da­vanti alla croce e me­di­tare quanto Gesù ha fatto perché io possa un giorno avere la vita eterna.

A cura della Redazione de La Gioia del Vangelo

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