In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
Commento
Vieni Santo Spirito, aiutami ad alzare gli occhi al Cristo crocifisso.
In questo brano di Vangelo mi colpisce l'amore del Padre che è disposto a donare il Figlio per salvare me e ogni altro uomo. Dopotutto amare vuol dire anche sacrificare se stessi, donandosi per il bene degli altri. Il dono di Cristo è un esempio anche per la mia vita nella relazione con gli altri: amare il prossimo vuol dire anche rinunciare al proprio io e ai propri egoismi. Gesù mi insegna anche che il sacrificio e il dono di sé sono gratuiti, senza aspettative: Dio non mi giudica nella sua croce, ma nella sua croce mi salva e trovo il suo amore in pienezza. Allo stesso modo sono chiamato sull'esempio di Cristo ad amare gli altri con gratuità e senza giudizio. Nelle relazioni di tutti i giorni riesco a venire incontro a chi mi sta accanto rinunciando anche a una parte di me nella consapevolezza che io stessa per prima sono stata amata da Cristo che ha rinunciato a tutto, compresa la vita, per salvarmi?
Oggi inizio la giornata facendo bene il segno della croce: nel nome del Padre (che mi ha amato più del Figlio), del Figlio (che si è donato per la mia salvezza), dello Spirito Santo (che mi ha mostrato il volto vero dell'Amore).