In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».
Commento
Vieni Spirito di Dio, riempi il mio cuore con la tua presenza.
Nel vangelo di oggi possiamo intravedere due parole chiavi: invio e invito. Dove l’invio è anche un’ invito a uno stile come quello di Gesù, per raccontare e far vedere con gesti piccoli e concreti, che il Regno è già qui. Poi un’ invito all’essenzialità, cioè a provare a riconoscere in me, ciò che è utile da ciò che non lo è, per lasciare andare ciò che appesantisce il cuore, e affidarmi ad una provvidenza ancora più grande. E infine esserci per gli altri in maniera gratuita…Ma cosa vuol dire tutto questo alla mia vita? Proprio in questi giorni mi sono soffermata a riflettere sul tipo di amore che il Signore mi chiede, e cosa significa dare gratuitamente, donare la vita. Pensavo che nella misura in cui ricevo il bene dagli altri e nelle diverse situazioni, attraverso piccoli e grandi gesti quotidiani, diventa poi importante e necessario per me riversarlo, metterlo in circolo…perchè nulla resti trattenuto, perchè sia amore che genera altro amore. Sono tante le persone che incontro in questo tempo, e il Vangelo che è molto onesto e vero, mi dice che forse non tutti mi accoglieranno o capiranno. Ciò però non deve fermarmi e scoraggiarmi: la cosa più importante rimane l’invito/invio di Gesù ad uscire fuori di me, per andare incontro a chi è lontano in tutti i sensi. In questo una certezza mi accompagna: infondo ad ogni parola c’è anche una promessa, la promessa di pace e di gioia dell’essere in Dio e Lui in me.
Oggi, per ogni gesto gentile ricevuto, ne metto in circolo uno nuovo.
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