In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
Commento
Spirito Santo, donami di mettermi in ascolto della Parola che mi fa sperimentare l’amore del Padre.
Leggo queste parole di Gesù e il primo sentimento è di gratitudine. Sapere che ciascuno di noi è custodito, riconosciuto e protetto dall’amore tra il Padre e il Figlio è di grande conforto. Nel rapporto tra noi e Gesù vedo confidenza e intimità, ed è ciò che innanzitutto vorrei chiedere oggi nella preghiera. Ma soprattutto è ciò di cui sento di voler ringraziare. Tutto il brano da cui sono tratti questi versetti sembra un interrogatorio. Gesù è sottoposto a processo da chi non lo conosce, da chi non ha fatto l’esperienza del suo amore incondizionato. E di lì a poco sarà condannato a morte, perché l’amore di Dio che sta annunciando è inaccettabile al modo di pensare dell’uomo che non ascolta la sua Parola. Sembra blasfemo presentare un Dio d’amore. Sembra bestemmia che l’uomo sia chiamato a vivere da figlio, come Gesù è Figlio. I miracoli che ha compiuto sembrano menzogne. Merita la morte! E proprio in questo clima freddo e di rifiuto, Egli ci invita alla fiducia e a riconoscere l’amore del Padre. É lo stesso amore del Pastore – egli stesso: la Sua voce risuona nel nostro cuore con tutta la sua amicizia, la sua vicinanza, ma anche con tutta la sua determinazione a non lasciare che “nessuno” vada in rovina. La sua vita non ha mostrato altro che questo amore forte e incondizionato per noi, fino a dare la vita. La resurrezione, sulla quale meditiamo in queste settimane, ne è la prova.
Oggi vorrei vivere di più con cuore fiducioso e guardare ogni persona che incontro sapendo che è amata infinitamente da Dio.